ALL. NR. 185) SCONTRI A MILANO DEL 17.10 2026 E CONFRONTO TRA ENRICO BERLINGUER E TALE BONELLI !
SI, IN DATA 17 OTTOBRE 2026, LA SINISTRA
E' SCESA IN PIAZZA PER MANIFESTARE
CONTRO IL CARO VITA E L'AUMENTO DEL
PREZZO DEI CARBURANTI, QUI DI SEGUITO
SI RIPORTA UNO STRALCIO DELLE CONSEGUENZE
DELLE SOLITE AZIONI "SINISTRE":
Milano si risveglia lentamente, mentre la città prova a cancellare i segni della guerriglia urbana che sabato 17 ottobre ha trasformato il centro in un campo di battaglia. Le strade sono state ripulite, i tavolini dei bar tornano al loro posto e qualcuno si adopera per rialzare transenne e biciclette rovesciate. Ma le vetrine sfondate, i negozi saccheggiati e gli arredi bruciati raccontano ancora una giornata di violenza che, almeno nelle dimensioni raggiunte, nessuno sembrava aspettarsi.
Il bilancio è ancora provvisorio. Sono circa sessanta i giovani fermati, più della metà minorenni, mentre i feriti sono almeno 25, nessuno in gravi condizioni. Tra loro figurano anche appartenenti alle forze dell’ordine, una decina secondo una prima ricostruzione, mentre altri resoconti riferiscono di almeno quattro agenti feriti. Le cifre definitive sono attese nelle prossime ore, ma il quadro restituisce già la portata degli scontri: una città investita per tutto il pomeriggio da una violenza che ha rapidamente travolto la manifestazione contro il caro vita e il costo dei carburanti.
PERFETTO, detto questo appare d'uopo ricordare a tutti i cittadini (Ed ai malati di mente che in modo criminogeno invadono vie e piazzze), che l'attuale caos è di natura "MONDIALE" e conseguente all'aumento dei prezzi dei carburanti ok ma,
DETTO QUESTO qui di seguito si riportano le motivazioni e..............
ed una volta presone atto, si comprende che soltanto chi ha una
mente criminogena può addebitare le responsabilità di questo caos "Mondiale" All'attuale Governo Italiano:
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ECCO, PRESO ATTO DELLE CITATE MOTIVAZIONI............................
appare evidente che il Governo Italiano non c'entra un beneamato Kaiser ma i cari sinistri italiani non intendono ragioni e quindi, nelle loro manifestazioni, (Vedi Milano), distruggono tutto quanto è presente sul loro cammino e questo, secondo le menti "Acute" della sinistra è il modo giusto per manifestare !
PERFETTO............................................
Detto questo si ricorda che nella serata di ieri, precisamente alla trasmissione Realpolitik, ha preso hanno preso parte anche Bonelli nonchè Hoara Borselli tra i quali si sono notate palesi divergenze circa l'analisi della manifestazione (Guerriglia), di Milano:
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Durante il programma televisivo Realpolitik, il deputato Angelo Bonelli ha condannato le violenze di piazza definendole nemiche delle proteste pacifiche, pur respingendo le accuse di connivenza politica mosse dagli avversari. Il dibattito ha contrapposto la linea di Bonelli — che circoscrive i disordini a frange isolate — alle critiche di esponenti come Cateno De Luca e Hoara Borselli, i quali hanno imputato alla sinistra ambiguità e una mancata presa di distanza dalle derive radicali.
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OVVIAMENTE E' UNA BESTEMMIA E NE CHIEDO VENIA MA...............
Appare giusto considerare che nel passato di questo paese, la Sinistra ha avuto dei rappresentanti talmente illustri che, pur non condividendone la ideologia, chiunque avesse buona volontà ne comprendeva il costante impegno al fine di convincere le masse "Sinistre", che il modello da seguire NON ERA AFFATTO quello della già URSS ossia LA VIOLENZA DOVEVA ESSERE BANDITA SENZA SE E SENZA MA !
Il Signor Enrico Berlinguer spese decenni al fine di raggiungere quello che per lui era l'obiettivo primario ed infatti, il Signor Giorgio Almirante non esitò un attimo a definire Berlinguer come "UOMO DALLA ONESTA' CRISTALLINA"!
Ma purtroppo era da solo mentre tutti i cari "Compagni" restavano chini agli ordini della citata URSS (Per la quale era irrinunciabile una sede strategica come il P.C.I. in pieno occidente);
ADESSO, GIUSTO PER UN RAFFRONTO,
Dopo aver riportato le scialbe ed inicue dichiarazioni del citato "Bonelli", riguardo a fatti palesemente CRIMINALI, (Per i quali si deve restare in galera e non liberati e premiati con un sei al superenalotto costituito da uno
stipendio a vita di circa ventimila euro mensili al parlamento europeo);
qui di seguito si riporta il discorso che il Signor Berlinguer ebbe a tenere nel 1969 a Mosca, di fronte all'intero Soviet Supremo e si badi bene che Berlinguier all'epoca era giovanissimo e non ancora segretario del partito ma ecco cosa disse ai sovietici, a proposito della conmdotta tenuta da "Lor Signori" nel precedente anno '68 nella nota "Primavera di Praga:
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Fatto sta che Berlinguer era da solo perchè ai cari "Compagni", interessavano esclusivamente i 24,5 miliardi dui lire che ogni anno, puntualmente, dal 1951 al 1991 giunsero in un conto svizzero dal quale i "Compagni" andavano a prelevare !
Cosa hanno fatto per l'Italia con quella montagna di danaro cioè ben 989 Miliardi delle vecchie lire a partire dal 1951 ?
Stendiamo un velo pietoso !
Ed infatti Berlinguer voleva proprio rompere quell'andazzo ma era da solo e non gli fu possibile.
Riguardo al discorso che segue, mancano alcune frasi he erano ricomprese nell'ntierezza di tutto l'intervento cioè aggiunse che, con tale condotta i rapporti non potevano più essere gli stessi e, nel caso si fosse verificato ancora qualcosa di simile ecco, tali rapporti sarebbero stato "TRANCIATI DEL TUTTO" !
L’Autonomia del Pci
dalle Conclusioni al XII Congresso del Pci, febbraio 1969
DISCORSO DI ENRICO BERLINGUR DAVANTI AL SOVIET
SUPREMO:
Tutto ciò comporta la piena autonomia del nostro partito. E non si tratta solo dell’ autonomia organizzativa e politica. Autonoma e nuova è stata tutta la nostra elaborazione di una via italiana al socialismo.
Ma si tratta anche di una nostra piena autonomia di giudizio per ciò che riguarda la realtà dell’Unione Sovietica e dei paesi socialisti, e la politica seguita dall’Unione Sovietica, e i singoli atti di questa politica.
È del tutto falso che noi abbiamo considerato l’intervento in Cecoslovacchia come «incidente» o solo un «errore».
Noi lo abbiamo considerato come il prodotto di un travaglio che ha le sue radici tanto in contraddizioni e difficoltà oggettive del mondo socialista, quanto in errori.
Quali conseguenze ne abbiamo tratto? Anche da tali avvenimenti noi abbiamo tratto una spinta a definire meglio un insieme di posizioni riguardanti il sistema dei rapporti tra Stati socialisti e partiti comunisti; il principio dell’ assoluto rispetto dell’indipendenza e sovranità di ogni Stato, e di ogni Stato socialista, e il principio dell’indipendenza e sovranità di ogni partito comunista; le questioni della democrazia socialista. […]
Noi concepiamo l’avvento al potere della classe operaia e delle masse lavoratrici, come un processo che deve svolgersi sul terreno della democrazia e del suo sviluppo conseguente, in un intreccio non separabile di lotte sociali e di massa e di battaglie politiche e parlamentari, in un movimento che tende a raggiungere, anche prima della conquista del potere, sempre nuove e più solide posizioni di controllo e di potere delle classi lavoratrici in tutte le sfere della società civile, tali da accrescere la loro influenza diretta e indiretta sugli indirizzi della politica nazionale e sul corso stesso dello sviluppo economico e sociale, in un movimento che solleciti in pari tempo una continua estensione delle libertà, un generale avanzamento della democrazia politica.
È del tutto falso che noi abbiamo considerato l’intervento in Cecoslovacchia come «incidente» o solo un «errore».
Noi lo abbiamo considerato come il prodotto di un travaglio che ha le sue radici tanto in contraddizioni e difficoltà oggettive del mondo socialista, quanto in errori.
Quali conseguenze ne abbiamo tratto? Anche da tali avvenimenti noi abbiamo tratto una spinta a definire meglio un insieme di posizioni riguardanti il sistema dei rapporti tra Stati socialisti e partiti comunisti; il principio dell’ assoluto rispetto dell’indipendenza e sovranità di ogni Stato, e di ogni Stato socialista, e il principio dell’indipendenza e sovranità di ogni partito comunista; le questioni della democrazia socialista. […]
Noi concepiamo l’avvento al potere della classe operaia e delle masse lavoratrici, come un processo che deve svolgersi sul terreno della democrazia e del suo sviluppo conseguente, in un intreccio non separabile di lotte sociali e di massa e di battaglie politiche e parlamentari, in un movimento che tende a raggiungere, anche prima della conquista del potere, sempre nuove e più solide posizioni di controllo e di potere delle classi lavoratrici in tutte le sfere della società civile, tali da accrescere la loro influenza diretta e indiretta sugli indirizzi della politica nazionale e sul corso stesso dello sviluppo economico e sociale, in un movimento che solleciti in pari tempo una continua estensione delle libertà, un generale avanzamento della democrazia politica.