ALL. NR. 144) DISCORSO DI BERLINGUER A MOSCA NEL 1969

 Perchè ripeto che Berlinguer era l'unica persona seria, onesta e competente all'interno di tutto il P.C.I. ?
In primis perchè anche il Sig. Giorgio Almirante, rispondendo ad un giornalista, circa Berlinguer lo definì:
"Uomo dalla onestà cristallina" !

Quì ad esempio eravamo a Mosca nel 1969 e l'anno precedente aveva avuto luogo la tremenda "Primavera di Praga" !
Lo stesso Berlinguer, non ancora segretario del partito, come possiamo leggere non risparmiò nessuna critica al "Soviet Supremo", puntualizzando anche di non fare i furbi perchè nessuno di loro (Ne Longo ne tantomeno Berlinguer), aveva detto che si era trattato di un incidente o di un errore ma il tutto era ricompreso nella stessa forma mentis "Sovietica che ovunque andava produceva "Stragi" !

Fatto sta che Berlinguer era da solo perchè ai cari "Compagni", interessavano esclusivamente i 24,5 miliardi dui lire che ogni anno, puntualmente, dal 1951 al 1991 giunsero in un conto svizzero dal quale i "Compagni" andavano a prelevare !
Cosa hanno fatto per l'Italia con quella montagna di Miliardi cioè ben 989 ?
Stendiamo un velo pietoso !

Ed infatti Berlinguer vole a proprio rompere quell'andazzo ma era da solo e non gli fu possibile.

Riguardo al discorso che segue, mancano alcune frasi he erano ricomprese nell'ntierezza di tutto l'intervento cioè aggiunse che, con tale condotta i rapporti non potevano più essere gli stessi e, nel caso si fosse verificato ancora qualcosa di simile ecco, tali rapporti sarebbero stato "TRANCIATI DEL TUTTO" !

L’Autonomia del Pci

dalle Conclusioni al XII Congresso del Pcifebbraio 1969


Signori non facciamo confusione;
Che Moro avesse trovato l'accordo con Berlinguer per il compromesso storico è cosa certa !
Ma attenzione


Tutto ciò comporta la piena autonomia del nostro parti­to. E non si tratta solo dell’ autonomia organizzativa e politica. Autonoma e nuova è stata tutta la nostra elaborazione di una via italiana al socialismo.

Ma si tratta anche di una no­stra piena autonomia di giudizio per ciò che riguarda la real­tà dell’Unione Sovietica e dei paesi socialisti, e la politica seguita dall’Unione Sovietica, e i singoli atti di questa poli­tica.

È del tutto falso che noi abbiamo considerato l’inter­vento in Cecoslovacchia come «incidente» o solo un «erro­re».

Noi lo abbiamo considerato come il prodotto di un tra­vaglio che ha le sue radici tanto in contraddizioni e difficol­tà oggettive del mondo socialista, quanto in errori.

Quali conseguenze ne abbiamo tratto? Anche da tali avvenimenti noi abbiamo tratto una spinta a definire meglio un insieme di posizioni riguardanti il sistema dei rapporti tra Stati so­cialisti e partiti comunisti; il principio dell’ assoluto rispetto dell’indipendenza e sovranità di ogni Stato, e di ogni Stato socialista, e il principio dell’indipendenza e sovranità di ogni partito comunista; le questioni della democrazia socialista. […]

Noi concepiamo l’avvento al potere della classe operaia e delle masse lavoratrici, come un processo che deve svolger­si sul terreno della democrazia e del suo sviluppo conseguen­te, in un intreccio non separabile di lotte sociali e di massa e di battaglie politiche e parlamentari, in un movimento che tende a raggiungere, anche prima della conquista del potere, sempre nuove e più solide posizioni di controllo e di potere delle classi lavoratrici in tutte le sfere della società civile, tali da accrescere la loro influenza diretta e indiretta sugli in­dirizzi della politica nazionale e sul corso stesso dello svilup­po economico e sociale, in un movimento che solleciti in pa­ri tempo una continua estensione delle libertà, un generale avanzamento della democrazia politica.

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Enrico Berlinguer iniziò un  lento e progressivo distacco dall'Unione Sovietica tra la fine degli anni 70 e l'inizio degli anni '80 culminando nello strappo nel 1981 a seguito della repressione in Polonia (Leggi razziali) e della sua ferma critica ai regimi del socialismo reale, ribadendo l'autonomia del P.C,I. da Mosca e sostenendo la piena  permanenza nella NATO segnando una svolta per l'indipendenza del partiti comunista italiano.
 
Le fasi del distacco:
  • Compromesso Storico (Anni '70): Berlinguer cercò un'alleanza con la DC (Aldo Moro) per costruire una democrazia italiana alternativa, prendendo le distanze dall'URSS e sposando la "via italiana al socialismo".
  • Riconoscimento della NATO (1976): Dichiarò che il PCI non voleva che l'Italia uscisse dal Patto Atlantico, sorprendendo molti e segnando un punto di autonomia strategica.
  • Rifiuto dell'intervento in Afghanistan (1979): Condannò l'invasione sovietica, rafforzando l'indipendenza del PCI.
  • Lo "strappo" (1981): A seguito delle leggi marziali imposte in Polonia (Solidarność), Berlinguer criticò duramente il modello sovietico, definendolo "non più uno stato di democrazia socialista" e sancendo la rottura ideologica definitiva, pur mantenendo relazioni formali. 
Le conseguenze:
Questo processo portò il PCI a definire una propria identità autonoma, criticando apertamente il modello sovietico e cercando legami con altri partiti socialisti europei, gettando le basi per i futuri sviluppi che avrebbero portato alla nascita del PDS. 

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